La ripresa nei mercati azionari globali, in particolare di WallStreet, in questi mesi è stata a dir poco incredibile. Ormai ci siamo, il Nasdaq è sui massimi e l’S&P500 un 10% sotto. Sullo sfondo una pandemia globale, un uragano ormai declassato a tempesta tropicale. Ma allo stesso tempo, come vedremo in questo articolo i consumatori non la pensano così, tra le persone si respira un clima crescente di sfiducia, chi avrà ragione?
Come si vede nel grafico proposto, incrociando i dati dell’indice S&P 500 con il PIL nominale degli Stati Uniti – una sorta di rapporto PE a livello di economia – si nota che dagli anni 90 ad oggi si sono mossi praticamente all’unisono. Quali che siano le motivazioni poco importano, ma in una sorta di legame psicologico i due indici vanno di pari passo.
Oggi viviamo in una sorta di limbo, uno scollamento totale tra realtà economica (fiducia dei consumatori) e finzione (WallStreet), ne abbiamo discusso anche ieri nel nostro articolo (Arriva il recovery fund e le borse festeggiano, tutto come da copione o quasi).
Questo grafico che vi propongo oggi va a confermare ancora una volta la tesi che il rialzo degli indici americani non è supportato dalla fiducia delle persone, è dunque un rialzo effimero. Il principale motore del rally dei mercati azionari globali in questo periodo è dato dalla massiccia iniezione di liquidità da parte della Fed, della BCE e delle altre principali banche centrali, piuttosto che un miglioramento sostanziale delle prospettive economiche.
Magari durerà anche tutto l’anno, non lo sappiamo, ma una cosa è certa: ad un certo punto, la stretta relazione tra l’uomo della strada e Wall Street rischia di riaffiorare.
Buon Circoloinvestitori.it