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La ripresa nei mercati azionari globali, in particolare di WallStreet, in questi mesi è stata a dir poco incredibile. Ormai ci siamo, il Nasdaq è sui massimi e l’S&P500 un 10% sotto. Sullo sfondo una pandemia globale, un uragano ormai declassato a tempesta tropicale. Ma allo stesso tempo, come vedremo in questo articolo i consumatori non la pensano così, tra le persone si respira un clima crescente di sfiducia, chi avrà ragione?

Come si vede nel grafico proposto, incrociando i dati dell’indice S&P 500 con il PIL nominale degli Stati Uniti – una sorta di rapporto PE a livello di economia – si nota che dagli anni 90 ad oggi si sono mossi praticamente all’unisono. Quali che siano le motivazioni poco importano, ma in una sorta di legame psicologico i due indici vanno di pari passo.

Oggi viviamo in una sorta di limbo, uno scollamento totale tra realtà economica (fiducia dei consumatori) e finzione (WallStreet), ne abbiamo discusso anche ieri nel nostro articolo (Arriva il recovery fund e le borse festeggiano, tutto come da copione o quasi).

Questo grafico che vi propongo oggi va a confermare ancora una volta la tesi che il rialzo degli indici americani non è supportato dalla fiducia delle persone, è dunque un rialzo effimero. Il principale motore del rally dei mercati azionari globali in questo periodo è dato dalla massiccia iniezione di liquidità da parte della Fed, della BCE e delle altre principali banche centrali, piuttosto che un miglioramento sostanziale delle prospettive economiche.

Magari durerà anche tutto l’anno, non lo sappiamo, ma una cosa è certa: ad un certo punto, la stretta relazione tra l’uomo della strada e Wall Street rischia di riaffiorare.

Buon Circoloinvestitori.it

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Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è uno dei più noti consulenti finanziari italiani. E’ tra i fondatori di Rendimento Fondi ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, Trading Library, 2013, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha ideato il modello Trendycator che applica quotidianamente nella sua professione.

1 commento

  1. Amgela Cotti on

    C’è da sperare che la borsa “trascini” l’umo della strada il quale, però, non si farà tanto trascinare se i trilioni di dollari di Trump non produrranno qualcosa di positivo, di reale. A complicare le cose c’è il fatto che il problema è pandemico ed è probabile che le altre economie non si agganceranno alla locomotiva USA se prima non avranno veramente e totalmente risolto il problema virus. Conseguenzialmente, quindi, immagino che la risalita della fiducia dei consumatori non potrà avvenire fino alla scoperta di un efficace vaccino. Nel frattempo che si fa? Restiamo alla finestra e ammiriamo la “movida”, che altro se no? Mala tempra, domine, mala tempora… 🙁

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