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In base ad un comunicato della casa di gestione controllata da Natixis alcuni fondi H2O potranno avere più leva, come vedremo in questo articolo. I fondi interessati da questa modifica sono H2O Adagio, H2O Moderato e H2O Largo.

In base a quanto comunicato la leva passerà da 1 a 6 su Adagio, da 2 a 9 su Moderato e da 1 a 3 su Largo; sia chiaro, non in via automatica bensì il gestore si riserva la facoltà di arrivare o meno al limite massimo consentito. Bisogna cercare di capire, semmai, il perché di questa scelta, posto che è normale che in prima battuta l’aumento della leva appare come un aumento del rischio.

Innanzitutto, vi sono è considerare il perimetro normativo poiché come sappiamo i fondi tradizionali UCTIS hanno il limite della leva a 2 utilizzabile per fini di copertura mentre i fondi UCTIS alternativi hanno maglie più larghe e tale scelta è comunque compatibile con tale perimetro.

Infatti, i fondi c.d. alternativi possono utilizzare la leva a mezzo dei derivati anche per finalità di investimento e non esiste un limite massimo definito ma sono tenuti a rispettare la regola del VaR. In estrema sintesi, il VaR – o Value at Risk – è una misura di rischio applicata agli investimenti finanziari, la quale misura la perdita potenziale di una posizione di investimento in un certo orizzonte temporale, solitamente 1 giorno.

Il VaR ha tre parametri:

  1. L’orizzonte temporale preso in considerazione (holding period), cioè la lunghezza del periodo di detenzione di una data attività in portafoglio. Generalmente questo periodo è di 1 giorno, anche se periodi di 10 giorni sono usati, per esempio, per calcolare i requisiti di detenzione di capitale richiesti dalle direttive europee. In alcuni casi, si può utilizzare un periodo di detenzione pari ad un anno.
  2. Il livello di confidenza con cui si intende fare la stima, nella stragrande maggioranza dei casi gli intervalli di 99% o di 95%.
  3. La valuta che sarà utilizzata per denominare il valore a rischio.

Per cui, un VaR con un holding period di n giorni e un intervallo di confidenza all’x%, definisce la probabilità che le perdite di un dato portafoglio non siano maggiori di una certa soglia, cioè del VaR stesso. Un esempio dovrebbe chiarire meglio il concetto: se un generico portafoglio il cui valore di mercato attuale è noto ha un VaR, calcolato a 1 giorno e ad un livello di confidenza del 95%, di 1.000 euro significa che con una probabilità del 95% la perdita massima attesa a fine giornata non sarà superiore a 1.000 euro.

I fondi H2O in parola, in quanto fondi alternativi, possono scegliere se utilizzare un approccio VaR relativo o VaR assoluto per stabilire la rischiosità massima del comparto. La casa di gestione ha scelto la seconda via e cioè il VaR assoluto che significa che calcolato il VaR mensile con intervallo di confidenza al 99% il fondo non potrà superare il VaR mensile con un limite del -20%.

Indubbiamente un margine di volatilità negativa non indifferente, ma capiti i tecnicismi cerchiamo ora di capire a quale pro la casa di gestione ha adottato questa scelta. Innanzitutto, ripetiamo, l’annuncio di aumentare la leva non comporta in automatico un cambio di strategia dei comparti interessati. Intanto va considerato che spesso e volentieri la leva è molto utilizzata per le operazioni in valuta e per gli arbitraggi.

Ed è questo il focus su cui H2O è forte, come sappiamo. Non di meno, da qualche settimana l’impostazione a livello strategico sui mercati obbligazionari pare stia cambiando (si vedano a questo proposito i nostri articoli sull’analisi settimanale dei mercati, qui l’ultimo) e non è da escludere che in H2O si stiano preparando per un eventuale cambio di rotta sui mercati obbligazionari e valutari.

Per cui, posto che non è assolutamente detto che i rischi aumentino davvero in modo significativo e soprattutto non è detto che il rialzo della leva sia sistematicamente utilizzato su tutti i comparti in parola sino al loro livello massimo.

Il track record dei fondi H2O è assolutamente invidiabile e le abilità dei gestori altrettanto evidenti: teniamo sotto osservazione con calma e valutiamo eventuali cambiamenti importanti grazie alle evidenze grafiche e grazie alle evidenze del Trendycator. In base alle risultanze ci si comporterà di conseguenza.

Buon Circoloinvestitori.it

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Dr.Massimo Gotta laureato in Scienze Politiche e in Giurisprudenza è uno dei più apprezzati analisti finanziari italiani e tra i fondatori del Circolo degli Investitori. Ha alle spalle una lunga carriera professionale nel mondo bancario e finanziario: è stato docente per l’Università degli Studi di Torino e la Scuola di Amministrazione Aziendale di Torino, il gruppo bancario Mediobanca, infine Banca Sella come responsabile Ufficio Titoli e Borsino ed in seguito Gestore di patrimoni presso la struttura Private Banking. Massimo Gotta è un apprezzato opinionista per diversi media finanziari tra cui Repubblica.it, LombardReport.com, Il Valore, Class CNBC. E’ coautore con Walter Demaria di “Investire in obbligazioni”, Trading Library, 2013 ed autore di diversi altri libri tra cui “Il meglio dell’analisi tecnica in Metastock”, Experta, (2006).

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