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Nei primi mesi del 2019 abbiamo assistito ad un vero e proprio boom del comparto fondi tematici il quale riscuote sempre maggior successo tra gli investitori. Per questo motivo ho scelto di esaminare il segmento fondi infrastrutture e quello delle utility, settori che sono anti-ciclici per eccellenza e quindi particolarmente adatti all’attuale fase congiunturale; inoltre, cercherò di spiegare perché secondo la nostra visione hanno ancora ampi margini di crescita in futuro.
Partirò prendendo in esame un fondo infrastrutture attualmente presente nel nostro portafoglio, in particolare allo scopo di metterne in risalto le peculiarità del comparto di appartenenza; come detto ho scelto uno dei fondi attualmente presente nel nostro portafoglio fondi tematico, ma quanto segue è  concettualmente valido per tutti i fondi tematici.
Chi ha partecipato al nostro Tour o ha visto il nostro video sa che noi poniamo spesso l’accento sul fatto che prima di investire tutti noi dovremmo dovrebbe conoscere bene cosa stiamo comprando perché spesso dietro il nome di un fondo si cela un mondo ben più ampio e articolato. Talune volte i nomi dei fondi possono addirittura fuorviare rispetto poi al contenuto del portafoglio dello stesso.
Prendiamo ad esempio il comparto “infrastrutture”: ad un primo sguardo è naturale – per tutti esperti e non – immaginare che il fondo investa in aziende operanti nei settori costruzione e manutenzione di strade o ponti. Non molti sanno che quando si parla generalmente di infrastrutture si parla anche di distribuzione di energia elettrica e telecomunicazioni; dunque ancora una volta i gestori hanno fatto in modo di lasciarsi le mani libere introducendo una singola parola che significa tutto, dal cavo elettrico al mattone.
Prendiamo come esempio il fondo MSIF Global Infrastructure A EUR LU0384381660 il quale come detto è da anni presente con soddisfazione nel nostro portafoglio tematico.

composizione MS LU0384381660

Nella figura proposta vediamo come è composto il portafoglio del MSIF Global Infrastructure A EUR e subito la prima sorpresa: quello che pensavamo essere un fondo che trattasse soprattutto di ponti e strade invece al primo posto ha infrastrutture per il trasporto di gas e petrolio! Sempre secondo il sito ufficiale della casa al secondo posto troviamo trasmissione e distribuzione elettricità, mentre strade e pedaggi è solamente al terzo posto. Poi ci sono anche le telecomunicazioni al quarto posto: ebbene sì, iniziamo a chiarire che una infrastruttura è indipendente da ciò che essa veicola al suo interno.

Come si sta comportando il fondo

A riprova della sua natura anti-ciclica il fondo MSIF Global Infrastructure A EUR LU0384381660 sta continuando a registrare nuovi massimi, anche in queste settimane di fine maggio 2019 nelle quali le borse mondiali stanno nettamente segnando il passo.

MSIF Global Infrastructure A EUR Fonte Circoloinvestitori.it

Analizzando anche solamente l’ultimo periodo, notiamo come non abbia assolutamente perso terreno, anzi, ha appena registrato nuovi massimi crescenti. Da quando il Trendycator è entrato in posizione il fondo ha registrato una progressione del +8.14%; tuttavia, come vedremo in seguito riteniamo che questo settore possa essere di notevole interesse in ottica di medio e lungo periodo.

Quale futuro ci attende?

Nel 2017 abbiamo scritto un interessante articolo che parlava di mobilità elettrica reperibile all’indirizzo:
https://www.circoloinvestitori.it/sviluppo-sostenibilele-auto-elettriche-sonoil-futuro-adesso/ a quei tempi eravamo fra i primi a parlarne, adesso non si può più prendere in mano un telefonino che sulle news ogni giorno ci si divide fra batterie sì, batterie no; inquinerà di più smaltire le batterie o il diesel?
Bene, se vi prendete un paio di ore di tempo e ascoltate il video contenuto all’interno dell’articolo, vi assicuro che ne trarrete interessanti spunti. I dirigenti di Enel che si alternano sul palco sono veramente in grado di coinvolgere l’ascoltatore proiettandolo come nessun’altro in un futuro non più così remoto.
La sfida del futuro sarà non solo digitalizzare le automobili ma tutto quello che facciamo, le auto non saranno solamente più un mezzo di trasporto ma saranno intelligenti e ricaricabili in base all’utilizzo che ne dobbiamo fare. E non solo, le batterie entreranno a far parte di un enorme circuito internazionale, perché le nuove colonnine che si stanno installando adesso non sono più unidirezionali ma bidirezionali. Questo significa che possono dare ma anche prelevare energia elettrica.
Pensiamo ad esempio che oggi il grosso limite delle energie rinnovabili è proprio lo stoccaggio, mentre stoccare il petrolio è facile non lo è altrettanto stoccare dei megawatt; quindi milioni di auto genereranno in futuro un infinito bacino di stoccaggio per le rinnovabili. Proviamo inoltre a immaginare qualche milione di automobili in  Europa tutte interconnesse tra di loro e spingiamoci oltre immaginando che se dovesse accadere un qualunque problema in uno degli stati membri, a livello energetico, basterebbe prelevare l’1% da tutte le batterie delle automobili in Europa per illuminare uno Stato intero senza creare disagio alcuno al singolo automobilista.
Ma per far sì che tutto questo possa essere possibile di cosa c’è bisogno? Ovviamente di infrastrutture!

“Le auto elettriche diventeranno un supporto al sistema elettrico”

L’avere dunque una redditività poco correlata con il ciclo economico è una peculiarità intrinseca nel settore delle infrastrutture e delle utility, perché queste reti nasceranno a livello europeo e mondiale sia che gli stati vivano momenti di espansione che di recessione. Il futuro oggi appare non più rimandabile.

Conclusioni

Per chi prima di leggerci pensava che l’investimento in infrastrutture e utility fosse poco “sexy”, dovrebbe tener conto di quanto sin qui espresso, unito al fatto che in base alle stime IRENA (Agenzia Internazionale
per le Energie Rinnovabili), l’utilizzo delle fonti alternative dovrebbe superare quello dei combustibili fossili entro il 2050.
Insomma, infrastrutture e utility sono settori da tenere senz’altro monitorati, non solo oggi ma nei prossimi
anni, soprattutto per chi può permettersi un investimento ad ampio respiro. Chiaro, quando i mercati si imbarcano e sfogano la loro spinta ribassista, anche questi settori sono soggetti alla volatilità negativa e ai
rischi tradizionali degli investimenti azionari. Ma se ben movimentati questi fondi potranno portare notevoli benefici anche ai portafogli con indole moderata in termini di rapporto tra rischio e rendimento.

Buon Circoloinvestitori.it

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Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è uno dei più noti consulenti finanziari italiani. E’ tra i fondatori di Rendimento Fondi ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, Trading Library, 2013, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha ideato il modello Trendycator che applica quotidianamente nella sua professione.

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